Lo studio dell'alterazione dei sapori tramite la realtà aumentata

Oggi parliamo di gusto, sapori e… realtà aumentata!

Scritto Martedì, da Emanuele Mortarotti

 

Nuovo appuntamento con le news del blog di Dispotech, your disposable excellence. Oggi parliamo di gusto, sapori e… realtà aumentata!

Cosa c’entrano queste tre parole messe insieme? Beh, grazie ad uno studio della Cornell University dello stato di New York potremmo capirci qualcosa di più. Leggete il nostro articolo, ispirato ad un pezzo apparso su medicalnewstoday.com!

Quando assaggiamo qualcosa, spesso non siamo consapevoli del fatto che il sapore che sentiamo in bocca è in realtà “falsato” dagli odori che ci circondano – sia ciò che respiriamo, sia gli odori circostanti. Anche gli altri sensi, però, hanno un ruolo. La vista, in particolare, può letteralmente alterare il modo in cui percepiamo il sapore del cibo: è questo quello che sostengono alcuni studiosi statunitensi, che hanno condotto degli esperimenti servendosi di tecnologie come la Realtà Virtuale per provarlo.

Il nostro gusto detta legge in fatto di scelte alimentari, perché tendiamo a scegliere cibi che ci piacciono, invece di quelli che non ci fanno gola. Inoltre, il solo atto dell’assaggio mette in moto l’invio di essenziali segnali al cervello, il quale è in grado di avvertirci immediatamente sullo stato del cibo (se, ad esempio, è andato a male).

Il gusto è un senso cruciale: attraverso la storia, ha reso possibile la conservazione della razza umana.

Ci sono molti fattori che possono influenzare la percezione dei sapori. Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori della Cornell University di Ithaca, stato di New York, ciò che assaggiamo quando mangiamo è significativamente influenzato dal luogo in cui ci troviamo mentre consumiamo i pasti.

Per testare il modo in cui il luogo in cui ci si trova può alterare la percezione del gusto, i ricercatori hanno chiesto a 50 persone di partecipare ad un esperimento virtuale. Attraverso dei visori VR, ogni partecipante ha avuto modo di sperimentare, a turno, tre spazi differenti: una “cabina sensoriale”, la panchina di un parco e una stalla.

In ognuno di questi contesti virtuali, i partecipanti hanno mangiato lo stesso cibo: una porzione – identica per tutti - di blue cheese, formaggio erborinato simile al gorgonzola. In seguito, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di dare un voto di gradimento per ciascun contesto, accompagnando un commento sulla sapidità e sulla piccantezza del formaggio in ogni setting.

Senza dubbio, i vari setting della Realtà Virtuale hanno influenzato le percezioni gustative dei partecipanti: quando hanno mangiato il loro formaggio presso la stalla, hanno giudicato il formaggio più “pungente” rispetto agli altri scenari virtuali.

“Siamo portati a consumare i nostri pasti in luoghi che possono influenzare la nostra percezione del cibo” afferma il dottor Dando, membro del team che ha portato avanti il progetto.

Questo studio dà anche un altro segnale importante, cioè che gli scienziati possono adattare (facilmente e senza costi eccessivi) la Realtà Virtuale alle valutazioni sensoriali degli alimenti, un metodo top di gamma utilizzato nel campo delle Scienze Sensoriali.

La Realtà Virtuale nelle Scienze Sensoriali
L’analisi sensoriale del cibo si focalizza su come ogni individuo percepisce, e risponde, a tipi differenti di alimenti e bevande. Questo tipo di ricerca conta, ad oggi, varie applicazioni.

Una tra tante, considerata molto importante, è quella volta al miglioramento dell’esperienza della nutrizione per gli anziani. Con l’arrivo dell’invecchiamento, infatti, molti anziani perdono il senso del gusto, rendendo meno piacevole il cibo. Ciò provoca reazioni a catena gravi, come la perdita di appetito e, con essa, una preoccupante mancanza di proteine, vitamine e liquidi fondamentali per mantenere il corpo in salute.

La Realtà Virtuale, ad ogni modo, permetterà ai ricercatori di ricreare una varietà di condizioni differenti con molta facilità, senza dover spendere per forza una fortuna sia in denaro, che in risorse naturali. “Questa ricerca è l’ennesima dimostrazione che la Realtà Virtuale può essere utilizzata in tutti i settori, anche quelli più impensabili, perché dà la possibilità di ricreare ambienti immersivi utili ai test”, ha spiegato con entusiasmo il dott. Dando.

Incredibile, vero? E voi cosa ne pensate di questa innovazione? Fateci sapere la vostra, contattate Dispotech, your disposable excellence.

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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