Scherzi di natura? I dispositivi medici più strani della storia

Un tuffo nel passato alla scoperta degli apparecchi medici più bizzarri utilizzati dai medici

Scritto Domenica, da Emanuele Mortarotti

Bentornati sulla pagina delle news di Dispotech, your disposable excellence.

La storia della medicina è costellata da invenzioni, nel corso dei secoli, di dispositivi medici alquanto bizzarri: vederli oggi suscita negli esperti del settore (ma anche nei più “ignoranti” in materia) una sincera risata mista a qualche brivido lungo la schiena – alcuni macchinari sono davvero terrificanti solo a guardarli, e la spiegazione del loro utilizzo non è da meno; al tempo stesso fa riflettere su quanta strada è stata fatta e su quanto la ricerca sia fondamentale per progredire e migliorare il settore sanitario. In assenza di tecnologia, macchinari ultramoderni e materiali resistenti a vita, cosa utilizzavano i medici del passato per aiutare i pazienti a stare meglio? Scopriamolo in questo divertente articolo, ispirato ad una ricerca pubblicata sul sito iflscience.com!

 

Un ‘singolare’ rimedio contro il colera (e non solo)

Quando il tabacco arrivò dal Nuovo Mondo, molti medici del vecchio continente erano convinti che esso potesse avere proprietà mediche miracolose. In qualche modo bizzarro si diffuse la voce che il tabacco aiutasse a combattere tanti problemi di salute, da un banale raffreddore stagionale a una malattia pericolosa e letale come il colera. Come si somministravano le cure contro le suddette malattie? Si direzionava il fumo sprigionato dal tabacco nel… sedere! Esatto, avete letto bene! Pare che questo metodo venisse utilizzato anche per far riprendere velocemente coloro che erano stati vittima di annegamento ed avevano molta acqua nei polmoni.

I droghieri idearono in fretta dei veri e propri kit, dotati di pipette e di tutto l’occorrente per somministrare la terapia a base di fumo; un trend che, per fortuna, durò poco e venne sbugiardato qualche decennio dopo.

 

Acqua radioattiva

Circa un secolo fa, poco dopo l’inizio della ricerca in campo radioattivo iniziata dalla scienziata Marie Curie, qualcuno pensò che, dopotutto, fosse salutare curare piccoli malanni aggiungendo componenti radioattivi all’acqua da bere (decisamente una pessima idea, non credete?).

Si crede che questa convinzione abbia preso piede perché alcune sorgenti naturali contenessero acqua radioattiva: le proprietà benefiche delle calde acque termali sono notorie e da qui la convinzione che berle non potesse fare così male. Queste acque contaminate esplosero nel mercato durante gli anni ’30 del ‘900. L’opinione pubblica prima (e la società scientifica poi) misero in discussione la cosiddetta “acqua radioattiva” quando Eben Beyers, atleta statunitense, morì dopo aver contratto un cancro a causa dell’acqua potenziata al radio che gli era stata prescritta.

 

La “gabbia” per le terapie a base di scariche elettriche

Lo sappiamo: il titolo di questo trafiletto non fa pensare a nulla di terapeutico! Questo strumento da brividi, tuttavia, veniva utilizzato in Francia tra il 1890 e il 1910 per trattare persone che soffrivano di disturbi neurologici e psichiatrici.

I pazienti stavano all’impiedi all’interno della gabbia mentre scariche elettriche passavano tra i fili che costituivano il muro della gabbia. Non è ben chiaro come l’essere circondati da scariche elettriche potesse aiutare i pazienti: quel che è certo, comunque, è che le scariche non toccavano la pelle delle persone, quindi non provocavano shock di alcun tipo.

 

“Smokey Susan”

Vi presentiamo Smokey Susan, una moderna educatrice sanitaria che porta avanti un’importante battaglia. Questa bambola, ideata e diffusa nel mercato UK, era utilizzata per sensibilizzare le donne incinta a smettere di fumare: tra gli effetti, citiamo l’ aborto spontaneo, la palatoschisi (meglio conosciuta come “labbro leporino”) e la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). Ma come funzionava di preciso la bambola Susan? Bastava mettere la sigaretta accesa tra le sue labbra: il fumo veniva poi canalizzato e portato in un piccolo barattolo in vetro contenente acqua e un modellino di un feto. Mentre la sigaretta si consumava, l’acqua assumeva uno sgradevole e preoccupante color marroncino, mentre il catrame si raccoglieva galleggiando sul filo dell’acqua. Una strategia visiva d’impatto, che a suo modo ha prodotto effetti positivi.

Eccoci giunti alla conclusione dell’articolo sui dispositivi medici più strani che si sono susseguiti nel corso della storia! Cosa ne pensi? Quali ti hanno incuriosito di più? Facci sapere la tua, contatta Dispotech!

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

scrivi un commento